La settimana della democrazia diretta
Ieri 23 Maggio 2011 si e' svolto a Trento l'incontro dal titolo "La parola ai cittadini" organizzato dall'associazione Piu' democrazia a Rovereto e dal Movimento 5 Stelle Trentino. Il tema era la democrazia diretta ed e' stato introdotto da Paolo Michelotto che anziche' partire a spiegare le basi teoriche della democrazia diretta ha voluto far sperimentare dal vivo ai cittadini presenti le modalita' con cui ci si puo' riavvicinare alla politica e proseguire nello sviluppo della democrazia. E' stato chiesto quindi ai presenti di proporre un tema di discussione. Le prime dieci proposte sono state quindi presentate, in maniera del tutto spontanea e improvvisata, nel tempo massimo di 1 minuto. In sala erano presenti anche due assessori del comune di Trento. Al termine di ciascuna presentazione era possibile ascoltare la replica degli assessori e dei cittadini fino ad un massimo di due interventi dopodiche' all'assemblea era richiesto di esprimere la propria opinione sulla proposta per alzata di mano. Al termine delle discussioni la lista delle proposte e' stata ordinata per numero di voti. La lista cosi' ordinata rappresentava quindi l'agenda politica della cittadinanza presente. La morale dell'esperimento e' che in una comunita' in cui la democrazia diretta fosse sviluppata quell'agenda dovrebbe essere fatta propria dai rappresentanti politici. Paolo Michelotto ha poi proseguito spiegando cos'e' la democrazia diretta, in quali paesi sono previsti strumenti di intervento dei cittadini e con quali limiti. Il paese piu' avanzato sotto questo aspetto, per ragioni geografiche e storiche, e' la Svizzera. In questo paese i cittadini sono chiamati spesso a referendum abrogativi e propositivi anche su materia di finanza pubblica a livello locale, cantonale e federale. In Svizzera, ma anche in USA, Venezuela, Bolivia e altrove, e' prevista addirittura la revoca dei rappresentanti. Ad esempio pochi anni addietro era stata richiesta dalle opposizioni la revoca del presidente, Chavez in Venezuela e Morales in Bolivia, entrambe respinte.I benefici di strumenti di democrazia diretta sono numerosi ma forse il piu' importante, a prescindere dai risultati finali, e' il riavvicinamento dei cittadini alla politica. Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento invito a leggere il libro di Michelotto "Democrazia dei cittadini" scaricabile gratuitamente dal suo sito Il blog di Paolo Michelotto
3 tipi di libertà
Il primo è “libertà da”,
il secondo è “libertà di”
il terzo è semplicemente “libertà”,
né “da”, né “di”.
Il primo, ‘libertà da’, è una reazione. È una reazione contro il passato,
stai lottando contro il passato, vuoi liberartene, ne sei ossessionato.
La reazione ti dà solo un’apparenza di libertà, ma non è mai la vera libertà.
Non è possibile che dalla reazione nasca una libertà reale,
Puoi lottare contro il passato ma, proprio perché ti ergi contro il passato,
esso ti cattura dalla porta di servizio.
Incontro Nazionale del Popolo Viola-Rete Gruppi Locali a Roma
Ecco il comunicato rilasciato alla stampa al termine dei lavori:
"I Gruppi Locali del Popolo Viola si sono riuniti l'11 e il 12 Settembre, presso il Caffé Letterario in via Ostiense 95 a Roma, per un incontro nazionale in cui hanno continuato la riflessione iniziata a Bologna il 10 luglio scorso e sancita dall'adozione di una Carta Etica, che ruota attorno ai valori costituzionali, e adottata finora da 57 realtà locali del movimento, da Trento a Ragusa.
Viola, storia, prospettive.
Viola, storia, prospettive.
Bisogna realizzare, ora e subito, strumenti web di riferimento, elaborazione ed espressione per il Popolo Viola. Se non lo fa il movimento, qualcun'altro lo farà al posto suo, ma non a suo vantaggio, ma per prenderne il controllo. E sarà la fine.
7 domande alla pagina Facebook "nazionale"
Il 3 luglio ho messo sulla ML del popolo viola di Roma 5 domande. Un'ora dopo sono state messe su fb con altre 4. c'è stato qualche commento, in genere fuori tema...poi è stato tutto cancellato.
Rimangono le domande a cui vorrei una risposta diretta dalle persone che gestiscono il cosiddetto PV nazionale.
Ecco le domande, riscritte e ridotte a 7:
1) Silvia Bartolini, al tavolo organizzativo con la FNSI per il 1.7, ha dichiarato di rappresentare più di 100 gruppi Viola. Può dimostrarlo?
Non cadere nel gioco.
Io penso che l'arroganza di Ghedini e Cicchitto contro Napolitano sia tanto sopra le righe - così come il battibecco tra Bondi e Fini, che poi tra l'altro quando si tratta di votare resta sempre nei ranghi - che l'unica spiegazione sembra la seguente.
Le offese pubbliche tra cariche parlamentari e istituzionali catturano l'attenzione generale e la tengono ben ferma sull'argomento - apparentemente - centrale dell'agenda politica: i diritti d'indagine e d'informazione.
Ma è una pantomima.
Un altro articolo di openDemocracy sul nostro problema
Geoff Andrews ha scritto un altro articolo per il pubblico internazionale, dando una buona sintesi della situazione (a noi purtroppo nota). Silvio Berlusconi: culture bites politics
Una risposta alle "dieci domande all'opposizione italiana" poste da openDemocracy
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Lo scorso Febbraio, openDemocracy ha aperto un dibattito sul problema non di Berlusconi, ma dell'inefficienza dell’opposizione italiana, affrontando il problema con la consueta spregiudicatezza inglese, e ponendo dieci domande ai nostri partiti di opposizione.
Violaverso ha elaborato una diagnosi del problema, e ha dato la propria risposta alle dieci domande. Eccola: |
Lettera di cento economisti sulla manovra
E' stata pubblicata il 15 giugno una lettera aperta sulla politica economica italiana ed europea, firmata da un centinaio di economisti che lavorano nelle Università italiane o in Istituti di ricerca, i quali tra l'altro mettono in guardia contro i pericoli che l'unità europea corre a causa delle politiche depressive dei governi.
La riporto qui integralmente, anche se è meglio leggibile sul sito
http://www.letteradeglieconomisti.it/
dove troverete elencati tutti i firmatari
Lettera degli economisti
LA POLITICA RESTRITTIVA AGGRAVA LA CRISI,
Un giorno da Paese normale. Proposta per un’azione rivoluzionaria. Lunedì 6 settembre 2010.
Vogliamo mandare in tilt il regime ?
Un modo c’è, democratico e non-violento.
E perfino a costo zero, a differenza di uno sciopero generale che poi in busta paga toglie non poco.
Il modo è…
Lo svelo tra un attimo, dopo qualche parola di preambolo.
Cosa tiene in piedi una forma di governo qualsiasi ?
Alla fine, vuoi o non vuoi, il consenso – dei cittadini, o perfino dei sudditi.